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Lista dei Cittadini - Insieme per Savignano
mercoledì 07 dicembre 2016 - 01:37:49

Centro ippico


La sentenza del TAR è favorevole al cavatore
Parliamo della vicenda del centro ippico realizzato, ma non completatato, di Garofalo. Molto abbiamo scritto in queste pagine sulla vicenda. Costruire quell'impianto è stata una delle scelte più contestate all'Amministrazione che ha governato Savignano fino a giugno 2009 guidata dal Sindaco Fornari.  


Iniziano con una foto che ci riporta a quei tempi, quando Savignano poteva vantare un costoso e poco utile servizio di vigili a cavallo.




Riportiamo un documento che chiarisce la posizione dell'Amministrazione.
Il documento riprende parte della discussione avvenuta nella seduta del 19 novembre 2016 del Consiglio Comunale. Per gli interessati sul sito comunale c'è l'audio dell'itnera seduta ( - QUI -
A fondo pagina riportiamo gli articoli sull'argomento usciti sulla stampa locale.

Centro Equestre

La Lista dei Cittadini di Savignano ribadisce la sua posizione in merito alla sentenza del TAR (Tribunale Amministrativo Regionale), emessa il 10 novembre scorso, che ha reso indenne il Comune dal pagamento dei pretesi danni derivanti dall’approvazione del PAE (Piano comunale delle attività estrattive) ma che lo ha condannato a risarcire gli importi che sono stati spesi dalla ricorrente società MEG per la realizzazione dei box per cavalli della “famosa” Città del Cavallo, ovvero il Centro Sportivo Equestre fortemente voluto dall’amministrazione PD di Catia Fornari nel 2007.

La sentenza, che l’attuale amministrazione comunale del sindaco Caroli ha già dato mandato di impugnare davanti al Consiglio di Stato, impone infatti al Comune due opzioni: corrispondere a MEG circa 400.000 euro (340.00 euro per l’acquisto dei box dei cavalli più oneri finanziari) qualora il Comune intendesse far propria l’opera incompleta, oppure di risarcire a MEG la differenza tra quanto speso ed il maggior valore che l’area ha acquisito in virtù di tali opere. Differenza non stabilita dal TAR, e che bisognerebbe poi quantificare.

L’origine dei fatti risale al novembre 2007 quando l’allora Giunta PD guidata da Catia Fornari fa approvare in Consiglio Comunale, col solo voto favorevole della propria maggioranza e con le opposizioni uscite dall’aula, un accordo stipulato dall’Amministrazione con i cavatori in base al quale questi ultimi si impegnano a realizzare una serie di opere pubbliche in cambio della possibilità di estrarre oltre 3.150.000 metri cubi di ghiaia presso il Polo 10 di Magazzino. Polo estrattivo che all’epoca avrebbe invece dovuto andare ad esaurimento con 500.000 metri cubi residui essendo situato nei pressi del fiume e soggetto a diversi vincoli ambientali.
Fra le opere pubbliche in questione, l’amministrazione Fornari dà subito il via libera alla anticipata realizzazione del Centro Sportivo Equestre, del costo complessivo di 881.000 Euro, perché lo ritiene “fondamentale” e di “rilevante importanza”. Nell’accordo, dando atto che trattasi di realizzazione anticipata rispetto al perfezionarsi dei contenuti dell’accordo, si legge che qualora la pianificazione estrattiva non avesse poi effettivamente ricompreso i volumi di ghiaia previsti, il Comune si impegnava comunque a risarcire i costi della Città del Cavallo, senza però in alcun modo preoccuparsi di indicare con che copertura finanziaria farlo.
I lavori iniziano da subito, con il progetto approvato una settimana dopo la stipula dell’Accordo, senza aspettare che i quantitativi di ghiaia promessi entrassero effettivamente nel piano cave provinciale prima e comunale poi. Ed il progetto viene avviato con l’acquisto e messa in opera, da parte  della ditta MEG, dei “box cavalli” per una spesa di circa 340.000 Euro, sui terreni della esaurita ex-cava Mulinetti di Garofano di proprietà invece della Calcestruzzi Vignola. Tale acquisto avviene senza procedure di evidenza pubblica (ovvero senza gare d’appalto) ma con procedure privato-privato, senza che il Comune avesse alcuna voce in capitolo sulla congruità delle spese sostenute per un opera che sarebbe poi dovuta diventare pubblica.

Nel 2009 le elezioni comunali vengono vinte dalla Lista dei Cittadini che valuta questo accordo, come altri di caratteristiche simili stipulati dall’amministrazione precedente, insostenibile sotto l’aspetto ambientale ed illegittimo sotto diversi aspetti amministrativi. In primo luogo, sotto l’aspetto ambientale, perché l’escavazione di oltre 3 milioni di metri cubi di ghiaia nel Polo 10, posto in fregio al fiume Panaro, avrebbe provocato un impatto ambientale non sostenibile nella frazione di Magazzino. Ed i terreni in cui si sarebbe dovuto scavare per finanziare la Citta del Cavallo sono proprio quelli più critici, in quanto terreni agricoli vergini posti nelle zone di tutela dei pozzi acquedottistici di via Manelle nella zona di tutela paesaggistica del fiume Panaro. Sotto il profilo amministrativo, in primo luogo perché tale accordo nasceva svincolato da qualsiasi formale procedimento di pianificazione del Comune, ed in sostanza con questo accordo l’amministrazione spingeva impropriamente la Provincia ad inserire tali volumi nel PIAE (il Piano Provinciale per l’estrazione della ghiaia) che all’epoca era ancora in fase di gestazione. Poi, soprattutto, perché l’accordo è stato approvato senza che l’amministrazione comunale Fornari si preoccupasse di indicare in delibera con quali soldi, ovvero con quali capitoli di bilancio, avrebbe garantito la necessaria copertura finanziaria qualora la ghiaia che si preventivava di scavare non fosse poi effettivamente risultata scavabile. Per questi e altri motivi la Giunta di Germano Caroli blocca il progetto, decisione a cui i cavatori reagiscono con un ricorso al TAR in cui si chiede il risarcimento per i lavori al Centro Sportivo Equestre già svolti.

“La somma è ingente ma, se fossimo costretti a pagare, i soldi ci sono, perché li abbiamo già accantonati nel Bilancio alla voce “Fondo rischi futuri”. Ma contemporaneamente, siccome siamo sicuri della bontà delle nostre ragioni, faremo ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR. Perché dovremmo pagare per i debiti fatti da altri?” spiega il Sindaco Caroli . In ballo c’è il concetto di continuità amministrativa; “perché gli errori delle precedenti amministrazioni, definiti nella stessa sentenza “incauto operato” e “forme discutibili sotto il profilo amministrativo”, devono ricadere su quelle successive?. La continuità ci può essere solo se gli atti sono legittimi ma questo accordo del 2007 non lo è perché mancavano le coperture finanziarie per garantire le opere incautamente anticipate” risponde il primo cittadino di Savignano. “Ed in questi casi, le norme dicono che se vi sono determinazioni senza copertura finanziaria, ne devono rispondere direttamente e personalmente i responsabili che all’epoca operarono”. Quindi, “qualora ci dovessero essere esborsi per il Comune, l’amministrazione si attiverà per avviare le necessarie azioni di rivalsa economica nei confronti degli amministratori di allora che ritenevano la Citta del Cavallo di interesse pubblico ed ordinarono, senza copertura economica, che venisse fatta con urgenza ed addirittura anticipatamente”. In ogni caso, insiste il Sindaco “se si dovesse mai arrivare al punto di dover dar corso all’attuale sentenza del TAR, la Lista dei Cittadini non aveva e tuttora non ha alcun interesse ad acquisire al patrimonio del Comune un’opera di assoluta “non-utilità” come la cosiddetta “Città del Cavallo”. E pertanto, in tal caso, la lasceremo ai privati che l’hanno realizzata, andando a definire il differenziale tra costi sostenuti e maggior valore dell’area ora con i box cavalli costruiti, una questione che, verosimilmente, andrebbe a delineare un costo a carico del Comune molto minore delle cifra complessiva citata in sentenza”.

Sulla stessa linea l’Assessore all’Ambiente Alessandro Corsini: “In quel famoso Consiglio Comunale del novembre 2007, qualcuno dell’allora maggioranza si spinse a dire che l’accordo “non pregiudicava l’operato delle future amministrazioni”. Mi pare che i fatti di questi giorni dimostrino l’esatto contrario”. “Voglio sottolineare” continua l’Assessore, “che la sentenza del TAR accoglie solo parzialmente le richieste del ricorrente MEG in quanto “Non è stata accolta la domanda di risarcimento del danno poiché da un lato il tempo impiegato per definire compiutamente il PAE è giustificato in relazione alle valutazioni di compatibilità ambientale che la Giunta ha voluto effettuare”. Questo è importante, perché riconosce la legittimità dell’ Amministrazione Caroli, dopo l’insediamento del 2009,  nel non recepire nel piano cave comunale gli enormi quantitativi di ghiaia che con tali accordi si impegnavano a rendere scavabili a Savignano, anche in zone di tutela di pozzi e corsi d’acqua.

La sentenza, ribadisce l’Assessore “impone al comune il riconoscimento delle spese effettuate da MEG per la parziale realizzazione della tanto discutibile “Citta del Cavallo” in quanto, secondo il Giudice, la società ricorrente può pretendere di essere sollevata dagli oneri sostenuti per la realizzazione dell’opera in relazione all’inadempimento da parte del Comune di quanto previsto all’articolo 2 dell’Accordo, che prevedeva che qualora se non si fosse pianificata la ghiaia prevista, si sarebbero in altro modo riconosciuti i costi della Citta del Cavallo, senza però dire in che modo sarebbe stato fatto, visto che i soldi per far ciò non erano indicati ne nell’accordo ne nella delibera”.  Ma, insiste l’Assessore, “come ha già detto il Sindaco, la continuità ci deve essere se un atto è legittimo. E noi, supportati nell’opinione dal nostro legale, riteniamo che nel riconoscere  un obbligo di rimborso per spese che la precedente amministrazione ha assunto in difetto di ogni copertura finanziaria, la decisione del TAR si pone in netto contrasto con la nota giurisprudenza che prevede la certa nullità di ogni determina che attribuisca incarichi professionali senza la specifica indicazione dei mezzi per farvi fronte”.

D’altro canto, sulla dubbia correttezza di un siffatto accordo, la stessa Sentenza del TAR solleva dei dubbi” insiste l’Assessore.  “Si legge infatti testualmente che “Si potrà criticare quanto si vuole l’incauto operato dei propri predecessori al governo del Comune, ma la continuità dell’Ente non consente di sottrarsi alle obbligazioni assunte in passato anche se attraverso forme discutibili secondo il diritto amministrativo . In sostanza, conclude l’Assessore, “non si capisce come un tribunale amministrativo come il TAR possa definire tali accordi discutibili e poi obbligare l’amministrazione a coprirne i costi”. In altre parole “l’attuale amministrazione ha deciso di ricorrere in appello al Consiglio di Stato in quanto tale sentenza ci appare quantomeno contraddittoria, visto che da un lato avvalla e riconosce la piena legittimità dell’operato dell’attuale amministrazione nel ridurre i quantitativi di ghiaia in pianificazione e dall’altro, comunque ritiene il comune inadempiente rispetto gli obblighi dell’articolo 2 di un accordo discutibile dal punto di vista del diritto amministrativo, ciò facendo applicando un ottica “civilistica” che riteniamo sia in contrasto con alcuni principi del diritto amministrativo”.

Ci si poteva accordare con i cavatori, come auspicato dal TAR?  “Se qualcuno vuole ora far intendere che se l’attuale amministrazione avesse trattato coi cavatori non ci sarebbero ora i problemi che il Comune deve affrontare si sbaglia. In primis, per trattare bisogna essere in due, ed il MEG ha preferito chiedere tramite legale il pagamento delle intere somme  e poi fare immediato ricorso TAR.  Ed anche qualora ci fosse stata una controparte con un atteggiamento più conciliante, è bene ricordare che è ben difficile che una trattativa si chiuda a “costo zero”, e quel costo avrebbe voluto dire ghiaia o soldi per acquisire un opera di pubblica  di “non-utilità”. E per noi la tutela del territorio è prioritaria: come già detto, i terreni che avrebbero dovuto essere scavati per finanziare la Citta del Cavallo, erano terreni agricoli posti immediatamente a monte di pozzi acquedottistici e vicini al Panaro. Quindi, non mi pare in alcun modo corretto addossare a noi responsabilità di altri. Il danno non lo abbiamo certamente fatto noi, ma chi governava prima del 2009, ovvero l’amministrazione Fornari, che ci ha lasciato questa bella eredità...

Dell’argomento si è parlato ampiamente nel Consiglio Comunale del 29 novembre scorso ma l’Amministrazione intende proseguire la discussione anche nell’ambito delle Consulte di Frazione.

 
 
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